Cammini di Agrigento: la Magna Via Francigena e la Via Fabaria
Dalle rocce brulle ai pendii boschivi, dalle stradine riarse alle valli ricche di erbe spontanee, fino alle distese dorate di grano che in estate lasciano il posto al nero intenso della terra riarsa: ogni angolo della Sicilia è destinato a stupire.
Per chi cerca un’avventura autentica, lontano dai circuiti del turismo di massa, il modo migliore per scoprire l’anima dell’isola è mettersi in cammino.
Agrigento, nel cuore della Sicilia greca, diventa oggi il fulcro di questo turismo lento: un crocevia millenario dove si incontrano e si separano due dei percorsi più affascinanti del Sud Italia: la Magna Via Francigena e la Via Fabaria.
Che tu sia un pellegrino, un amante del trekking, un appassionato di cicloturismo o di percorsi a cavallo, ecco tutto quello che devi sapere per cominciare un’avventura che ricorderai per tutta la vita.

La Magna Via Francigena: Il Cuore Verticale dell’Isola
La Magna Via Francigena non è un semplice sentiero, ma un ponte gettato tra i secoli.
Il suo nome evoca il passaggio dei Franchi verso Roma, parte di quell’immenso reticolo di fede che univa Canterbury alla Terra Santa.
In Sicilia, questo itinerario si fa “Magna” per la grandezza dei paesaggi che attraversa, riconnettendo Palermo ad Agrigento in un abbraccio che lega il Mar Tirreno al Canale di Sicilia.
Il percorso si snoda per circa 180-200 km, un viaggio di 9 o 10 giorni che richiede gambe allenate e cuore aperto.
Dimenticate le autostrade: qui si segue il ritmo lento delle stagioni tra le vette dei Monti Sicani e le alture delle Madonie. È un cammino fatto di contrasti, dove gli uliveti secolari cedono il passo ad antichi borghi medievali sospesi nel tempo, e dove le aree rurali più autentiche custodiscono ancora i segreti di una Sicilia bizantina e normanna.
Riscoperta grazie a un meticoloso lavoro su mappe antiche, fontane in pietra e sentieri dimenticati, la Magna Via Francigena è stata ufficialmente restituita ai pellegrini nel 2017.
Oggi, chi la percorre a piedi, in bicicletta o a cavallo, non calpesta solo terra e roccia, ma attraversa la spina dorsale della storia siciliana, seguendo le tracce di chi, mille anni fa, cercava la propria meta all’orizzonte della Valle dei Templi.
Il cammino della Magna via Francigena è diviso in 9 tappe e attraversa 22 comuni ed è considerato un cammino difficile, che richiede una buona preparazione fisica ed esperienza.
Il periodo consigliato per il cammino ricade nei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre.
Sconsigliato il periodo estivo che presenta temperature molto alte e proibitive ed il periodo di gennaio e febbraio, molto ventoso e piovoso.
Quando la Magna Via Francigena raggiunge la sua metà, il paesaggio cambia volto e accoglie il pellegrino con l’abbraccio del territorio agrigentino. È qui che il cammino si fa epico: si entra dalle “porte alte” della provincia, tra le vette gemelle di Cammarata e San Giovanni Gemini, dove l’aria è fresca e lo sguardo spazia fino all’orizzonte.
Scendendo verso la costa, il sentiero si tinge dei colori della letteratura e della terra: si attraversa Racalmuto, respirando le atmosfere di Sciascia, e ci si perde tra i vicoli di Grotte, dove l’accoglienza ha il sapore del vino buono e della storia mineraria. Dopo il silenzio rigenerante di Joppolo Giancaxio, l’ultimo borgo prima della meta, l’emozione sale: la sagoma della Cattedrale di San Gerlando appare infine sulla collina, come un faro che guida i passi stanchi verso il cuore antico di Agrigento. Arrivare qui, dopo giorni di polvere e bellezza, non è solo tagliare un traguardo, ma ricongiungersi con l’anima millenaria dell’isola.
Dalla Valle dei Templi all’Etna: Il fascino selvaggio della Via Fabaria
Meno nota rispetto alla “sorella” Francigena, ma non per questo meno affascinante, la Via Fabaria si snoda come un nastro lucente che collega la maestosità di Agrigento alle pendici dell’Etna, terminando a Randazzo. Se la Francigena guarda all’entroterra, la Fabaria sceglie la carezza del mare e il riverbero del sole sulle rocce.
Il viaggio inizia lasciandosi alle spalle i templi dorati per incontrare il bianco accecante delle scogliere di Punta Bianca, un luogo di bellezza primordiale dove la natura sfida il tempo (prestando sempre attenzione ai calendari delle esercitazioni militari che ne regolano l’accesso). Il cammino prosegue poi verso Palma di Montechiaro, la città del “Gattopardo”, dove tra le strade del borgo risuonano ancora le eco del capolavoro di Tomasi di Lampedusa e del fascino della nobiltà siciliana.
Prima di piegare verso il cuore dell’isola all’altezza di Gela, il percorso attraversa l’intera costa licatese, offrendo ai pellegrini viste ininterrotte sul Mediterraneo. Sebbene la Via Fabaria sia oggi un tracciato che si sviluppa prevalentemente su sede stradale, regala un’esperienza di cammino più intima e solitaria, ideale per chi desidera perdersi nei silenzi della costa sud-orientale e scoprire una Sicilia meno battuta, ma profondamente autentica.
Organizzare il Viaggio: Il Portale Ufficiale dei Cammini Francigeni di Sicilia e i Documenti del Pellegrino
Per trasformare il sogno di un cammino in realtà, il punto di partenza imprescindibile è il sito ufficiale dei Cammini Francigeni di Sicilia.
Questa piattaforma è una vera e propria bussola per il viandante contemporaneo: qui potrai consultare la mappa dettagliata dei percorsi,, scegliere tra le diverse varianti di percorso, acquistare la guida ufficiale per non perdere nemmeno un dettaglio della storia che calpesterai.
Troverai inoltre tutti gli aggiornamenti che riguardano il percorso (ad esempio la deviazione causata dalla frana di Niscemi) e tutti i consigli dei professionisti dei cammini.
Ma un cammino non è completo senza i suoi simboli, i custodi silenziosi della tua fatica e della tua gioia:
La Credenziale: Il Passaporto del Viandante
Prima di metterti lo zaino in spalla, assicurati di richiedere la Credenziale.
Questo documento è molto più di un semplice foglio: è il “passaporto” che attesta il tuo status di pellegrino. Ad ogni tappa, presso uffici comunali, parrocchie, strutture ricettive o piccoli ristori lungo la via, potrai apporre un timbro. Ogni segno d’inchiostro sulla tua Credenziale racconterà una storia, un incontro, una salita superata.
Il Testimonium: Il Traguardo del Cuore
Una volta giunto all’ombra della Cattedrale di Agrigento, la tua Credenziale completa ti darà diritto al Testimonium. Si tratta del documento ufficiale che certifica il compimento del pellegrinaggio, rilasciato a chi ha percorso almeno 100 km a piedi (o 130 km in bicicletta).
Dove ritirarlo: Ad Agrigento, potrai ricevere il tuo Testimonium presso il MUDIA (Museo Diocesano)
Da aprile a ottobre, lun-sab 10-13 e 16-18; da novembre a marzo, lun-sab 10-13.
In caso sia chiuso il MUDIA si potrà ritirare il Testimonium presso la Cattedrale.
A disposizione bagno e spazio per cambiarsi.
E’ richiesto un contributo di 5€ per la stampa della pergamena



