Marcello Mira: competenze e collaborazione per promuovere il territorio di Agrigento.
I siciliani hanno un destino comune: lasciare la propria terra.
Per lavoro, per scelta, per esasperazione, mettono i propri sogni in valigia e fanno check-in alla propria sete di libertà.
La storia di Marcello Mira non è diversa da quella di tanti altri ragazzi agrigentini: il dolore di una perdita lo ha portato lontano, a Praga e a Milano, l’amore lo ha fatto tornare.
L’amore per il mare e per il sole di Agrigento, l’amore per il proprio territorio che non voleva più guardare da lontano. Marcello è tornato e ha deciso che avrebbe dedicato le sue giornate a quella terra che lo ha richiamato con così tanta forza: è diventato un collezionista di esperienze.
Become Agrigento ha intervistato Marcello Mira, presidente dell’associazione VisitAgrigento, guida naturalistica Federescursionismo Sicilia e operatore turistico.
Ci ha parlato del suo lavoro, dei problemi del settore turismo ad Agrigento, propone delle possibili soluzioni e ci parla delle sue idee per il futuro.
Marcello parla inoltre di Agrigento Capitale della Cultura 2025 e lancia un appello a tutti gli operatori del settore.
Cosa fa una guida naturalistica
“Il mio è un lavoro – racconta Marcello Mira -, ma è soprattutto una passione. Per me è stupendo vivere ogni giorno un posto diverso, andare alla ricerca di esperienze e piccole realtà locali come artigiani o gente che continua a portare avanti le nostre tradizioni.
Sono innamorato delle riserve naturali, a tal punto che Torre Salsa è ormai diventata la mia seconda casa. Organizzare un trekking implica una fortissima conoscenza del territorio, bisogna fare un grande lavoro di ricerca, effettuare numerosi sopralluoghi ed è necessario anche incontrare e parlare con la gente del luogo.
Ho la fortuna di conoscere tanta gente, in ogni posto della provincia – racconta Marcello-, capace di dare supporto logistico sia a me che ai miei ospiti. Sono queste stesse persone che mi aiutano nel lavoro di ricerca, mostrandomi piccole realtà nascoste che sono dei veri e proprio gioielli”.

(foto di VisitAgrigento)
I trekking si svolgono in genere nel fine settimana, in modo da poter dare l’occasione ai siciliani, o ai turisti in vacanza nel territorio, la possibilità di poter partecipare.
Si tratta però di appuntamenti a numero chiuso, per permettere a tutti di fruire dell’esperienza nel miglior modo possibile. I trekking di VisitAgrigento sono degli eventi così attesi da fare sold-out già poche ore dopo la presentazione del percorso.
L’attività di Marcello Mira e dei suoi collaboratori continua però ovviamente anche durante la settimana, in cui è impegnato con le guide per tour operator e spesso di dedica anche ad accompagnare i giornalisti alla scoperta del territorio di Agrigento e provincia.
Il turismo delle radici ad Agrigento
“Negli ultimi anni i tour operator hanno puntato molto l’attenzione al nostro territorio raccogliendo un grande entusiasmo soprattutto da parte americani, inglesi e canadesi.
Questo anche grazie al fatto che i nostri trekking hanno avuto un’importante risonanza mediatica, non solo sui social, ma anche attraverso delle interviste sui media tradizionali.
Posso dire – afferma Marcello Mira – che il 2024 sarà l’anno del turismo delle radici, di chi viene alla scoperta delle proprie origini. Si tratta di turisti sia italiani che stranieri che decidono di visitare i luoghi in cui hanno vissuto i propri antenati, costretti ad emigrare alla ricerca di un futuro migliore.
Vengo spesso contattato dai tour operator stranieri – continua Mira – con richieste di questo tipo e mi ritrovo ad effettuare ricerche negli uffici dei comuni della provincia per cercare antichi documenti relativi ai loro parenti, mi ritrovo nei cimiteri a leggere i nomi delle cappelle familiari e a percorrere le stradine in cerca di antiche case che spesso non esistono più.
Quando riesco a trovare un parente, qualcuno con lo stesso cognome – racconta Marcello Mira -, è per loro una gioia immensa. Anche se dovesse trattarsi di un lontano parente, ogni scoperta in questo senso è una grande festa: quel che conta è avere lo stesso cognome”.
Il turismo esperienziale ad Agrigento
Un altro segmento di turismo molto importante, che sta prendendo sempre più piede in un territorio come il nostro, è il turismo esperienziale, quello che non si limita a visitare i luoghi passivamente, ma che porta il turista ad essere protagonista e a provare in prima persona attività, tecniche, sapori e odori.
“A noi di VisitAgrigento piace tanto far provare ai nostri ospiti l’esperienza diretta di ciò che stanno vedendo. Giorni fa siamo stati a Montallegro, ospiti di un signore che aveva una collezione di strumenti musicali antichi degni dei migliori musei etnoantropologici. Poter sentire il suono di quegli strumenti è un’esperienza che nessun altro può darti.
A noi piace organizzare i trekking in modo da portare i turisti ad esempio ad ammirare le palme nane, spontanee nel nostro territorio, e poi mostrare loro in che modo venivano utilizzate per realizzare oggetti artigianali (coffe, giummare, ecc).
Spesso l’esperienza del trekking si conclude con la degustazione di prodotti tipici.

(foto di VisitAgrigento)
Noi guide naturalistiche siamo molto attente al settore enogastronomico – racconta Marcello Mira -, con particolare attenzione verso quelli che sono i prodotti tipici della nostra terra che vanno assolutamente valorizzati.
Io collaboro attivamente con il marchio Diodoros, che promuove prodotti tipici locali coltivati in terreni di proprietà del Parco archeologico della Valle dei Templi: olio, vino, zafferano, miele, pistacchio e mandorla.

È fondamentale che il turista faccia una buona esperienza, è importante che sia felice, perchè solo in questo modo avrà un buon ricordo dei nostri luoghi. E allora avrà modo di tornare a casa e raccontare che ha vissuto dei giorni indimenticabili in un territorio meraviglioso.
Ma non solo, abbiamo anche avuto soci di VisitAgrigento che si sono innamorati del territorio al punto da decidere di comprare casa e venire a vivere nella nostra terra anche per 6 mesi l’anno, spinti anche dal clima mite che ci caratterizza.
Il problemi del turismo ad Agrigento
Marcello Mira conosce molto bene il territorio di Agrigento e le problematiche che da anni affliggono il turismo. Con la sua esperienza da operatore turistico, avendo a che fare ogni giorno con i turisti e le loro esigenze, Marcello ha individuato alcune problematiche riassumibili in questi punti:
- Disservizi per i cittadini e i turisti: acqua corrente a giorni alterni e rete stradale migliorabile.
- Comunicazione e programmazione tardiva da parte degli Enti pubblici.
“Da operatore del turismo, mi devo spesso scontrare con una mancanza di programmazione a lungo termine degli eventi annuali da parte delle amministrazioni comunali.
Questo è un grave danno perchè permette soltanto un turismo di prossimità e non è in grado di attrarre il turista che viene da più lontano e che ha bisogno di tempo, ha bisogno di conoscere con molto anticipo le date degli eventi, prima di poter prenotare la propria vacanza.
Il Cous Cous Fest ci insegna che è possibile organizzare un evento annuale che abbia una programmazione nota molti mesi prima rispetto alla data di svolgimento.”. - Difficoltà di accesso e fruizione ad alcuni beni di interesse culturale
“Quando organizziamo i trekking spesso abbiamo bisogno di contattare qualcuno perchè apra i luoghi che intendiamo visitare.
Troviamo sempre molta disponibilità da questo punto di vista da parte degli operatori, perchè sono consapevoli del grande lavoro che facciamo per la promozione del territorio.
Grandissima disponibilità riceviamo inoltre dal direttore del Parco archeologico della Valle dei Templi, architetto Roberto Sciarratta, che ci mette sempre a completa disposizione i luoghi di interesse archeologico e naturalistico.
Lo stesso possiamo dire per padre Giuseppe Pontillo, sempre disposto ad aprirci le porte dei luoghi di proprietà della Chiesa agrigentina solitamente chiusi al pubblico.
Siamo consapevoli che un impiegato pubblico ha per contratto un certo numero di ore da dovere coprire,, ma si potrebbero indire gare di appalto pubbliche per assegnare la custodia dei beni di interesse culturale anche alle associazioni di operatori specializzati, che possano affiancare i dipendenti pubblici e far così in modo che i turisti possano visitarli anche nel fine settimana o nei festivi. - Poca conoscenza della lingua inglese da parte degli operatori turistici
“Si tratta di un grande limite che troviamo dalle nostre parti: si parla poco l’inglese. Ma soprattutto sono rari gli operatori del turismo che sono in grado di parlare inglese.
Si tratta di un importantissimo requisito che permette ai turisti di poter fare un’ottima esperienza di vacanza sul nostro territorio, soprattutto nel caso della ristorazione, perchè la facilità di comunicazione diventa fondamentale in caso di intolleranze o allergie.
Noi abbiamo fatto una selezione dei vari ristoranti, dei posti da poter consigliare ai nostri ospiti anche da questo punto di vista, oltre che dalla qualità dei prodotti e un buon rapporto qualità prezzo.
Io stesso sono rimasto piacevolmente stupito di aver incontrato un impiegato comunale del museo etnoantropologico di Montallegro che parlava un perfetto inglese”. - Mancanza di materiale promozionale alla Valle dei Templi che permetta al turista di conoscere, e voler visitare, altri luoghi di interesse culturale in provincia di Agrigento.
” I turisti che vengono da lontano spesso hanno necessità di visitare la Sicilia in pochi giorni, per poter vedere quanto possibile tutta l’Isola.
Soprattutto in passato c’è stato un turismo mordi e fuggi alla Valle dei Templi, inserita nel circuito delle visite provenienti anche, ad esempio, da Taormina.
Quello che secondo me servirebbe è un pannello, o un monitor, installato direttamente all’interno del Parco archeologico della Valle dei Templi, in modo da poter promuovere tutte le attività che ci sono nel territorio direttamente al milione di turisti che ogni anno visita i Templi di Agrigento.
Dobbiamo fare in modo che la gente sappia cosa ha da offrire il nostro territorio, in modo da spingerla a tornare per godere delle bellezze della nostra provincia”. - Esercitazioni militari a Punta Bianca
“Si tratta di un tasto molto dolente per me, che mi sono esposto in prima linea insieme ad altre associazioni per cercare di fermare le esercitazioni militari a Punta Bianca.
Quella che è considerata la Riserva naturale di Punta Bianca, ma che in effetti lo è solo sulla carta, è usata spesso come vetrina promozionale per il nostro territorio, facendo da sfondo a set fotografici per pubblicità di grandi marchi, o diventando la protagonista di video musicali di artisti internazionali.
Ho molte richieste da parte dei turisti per visitare Punta Bianca, ma mi ritrovo a confrontarmi con un territorio interdetto alle visite durante la settimana a causa delle esercitazioni militari e a poter portare i turisti in questo splendido soltanto nel fine settimana..
È necessario intervenire in fretta perchè tutto questo finisca al più presto”.
Collaborare per crescere
“Io credo molto nella collaborazione, ogni volta che organizzo un trekking lo faccio insieme ai miei colleghi. Spesso organizzo eventi insieme ad Antonino Dinolfo , ad Angelo Augusto di Sweet Sicily per la zona di Licata e agli amici di ArcheoTrekking Tours Agrigento Andrea Barbera e Marco Falzone, guida turistica, archeologo e profondo conoscitore del centro storico di Agrigento.
Possiamo sempre contare inoltre sull’appoggio e la collaborazione dell’architetto Roberto Sciarratta, direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico Valle dei Templi, e di Don Giuseppe Pontillo, direttore Beni Culturali Edilizia di Culto.
Il direttore dott. Alessandro Salemi della Riserva naturale di Torre Salsa è un altro grande alleato per la nostra attività di promozione del territorio.
Molto sostegno riceviamo anche da parte delle amministrazioni dei Comuni della provincia di Agrigento, che spesso ci contattano anche per avere consigli per organizzare eventi di promozione del territorio e dei prodotti tipici.
Speriamo in una maggiore collaborazione da parte dell’amministrazione comunale.
L’unico strumento di dialogo al momento è la Consulta del Turismo, a cui anch’io sono chiamato a fare parte, ma viene convocata ogni 5 o 9 mesi e abbiamo soltanto un’ora di tempo per poter esporre tutte le criticità del settore.
Per quanto mi riguarda la Consulta serve per dare qualche consiglio propositivo, ma soprattutto per ricordare le esigenze dei turisti.
Sono le amministrazioni comunali ad avere bisogno di noi e non viceversa.
Lo capiscono molto bene le piccole realtà della provincia che ci mettono a disposizione ogni strumento. Anzi, sono loro che spesso cercano in noi un aiuto per promuovere il proprio paese, consapevoli dell’importanza che riveste il nostro lavoro per la promozione di quelli che sono considerati “beni minori”.
Il nostro territorio è molto vasto e pieno di tesori e spesso non si riesce a far fronte a tutte le richieste che ci arrivano, per questo penso che sia necessaria una collaborazione fra colleghi della zona, uno scambio sano tra le guide turistiche e guide naturalistiche.
È necessario per i turisti avere sempre una figura professionale a disposizione anche nei periodi di alta stagione.
Noi non abbiamo interesse ad avere l’esclusiva delle visite in determinati luoghi, anzi cerchiamo di valorizzare e far conoscere sempre di più questi beni.
Da tempo mi sarebbe piaciuto fare un appello per cercare di radunare le associazioni del turismo e farle lavorare in sinergia. Cerchiamo di promuovere il territorio a 360°, ma dovremmo essere tanti e più uniti.
Si potrebbe fare come Sciacca, creare una cooperativa di comunità, in cui riunire operatori privati e promuovere il territorio ancora meglio di come si fa adesso.
È un passo da fare: è importante per noi, per il nostro territorio e per il futuro dei nostri figli”.
Visioni per il futuro
“Io vedo un futuro roseo per Agrigento – dice senza esitazioni Marcello Mira -.
Nonostante tutte le difficoltà che ci sono nel nostro territorio, grazie ai privati e alle associazioni sono stati fatti tanti passi avanti.
Sono state promosse e valorizzate tante realtà che sono nate negli ultimi anni e che fortunatamente sono state sempre gestite molto bene, come ad esempio Farm Cultural Park di Favara e il Teatro di Andromeda a Santo Stefano Quisquina.
C’è però la necessità di coinvolgere sempre di più i giovani: mi auguro di continuare a vedere i bambini di oggi vivere il nostro territorio nel futuro.
Per quanto riguarda me e l’associazione VisitAgrigento – dice Marcello Mira – stiamo programmando altri percorsi, stiamo strutturando delle mappe in modo da renderli fruibili anche a chi il trekking lo fa da anni, soprattutto gli ospiti stranieri che girano a piedi ed in mountain bike.
Una cosa che ho in programma di fare – dice Marcello – è un festival degli sport all’aperto, un outdoor festival, che coinvolga le associazioni che si occupano di trekking a piedi, trekking a cavallo, tour in canoa, in kayak e in SUP, parapendio e tutte le altre attività all’aperto.
A volte basta davvero poco per fare una promozione efficace, anche a costo zero. Qualche anno fa ci siamo inventati “Il tuffo di Babbo Natale alla Scala dei Turchi” (BecomeAgrigento ne ha parlato in questo articolo dedicato al Natale n.d.R.).
L’ideatore è il mio amico Rodolfo Miccichè. Si tratta di un appuntamento che ha avuto fin da subito risonanza nazionale e siamo finiti nei maggiori tg nazionali.
Quest’anno abbiamo avuto il patrocinio del Comune di Realmonte che ci ha permesso di coinvolgere i commercianti della zona che hanno messo a disposizione dei turisti i panettoni, lo spumante e altro per poter festeggiare insieme.
Sono momenti importanti di promozione e tanti altri potrebbero nascerne, tanto altro si potrebbe fare – conclude Mira -, basterebbe mettere insieme le menti del nostro territorio a cui sta veramente a cuore il turismo”.

(foto di VisitAgrigento)
Agrigento Capitale della Cultura 2025
Come ormai è noto da tempo, Agrigento è stata eletta Capitale della Cultura 2025.
Ci si aspetta molto da questo importante appuntamento e tutti gli operatori del settore sono in fermento, ma al momento si registrano ritardi nella diffusione del programma degli eventi.
“Io mi auguro – dice Marcello Mira – che con Agrigento 2025 non si farà lo stesso errore che è stata fatto negli ultimi anni: diffondere il programma degli eventi con una tempistica che non permette ai turisti internazionali e ai tour operator di poter programmare per tempo un viaggio ad Agrigento e provincia.
Si tratta di situazioni che non fanno bene al turismo perché attraggono soltanto visitatori delle zone limitrofe, che spesso si portano dietro il pranzo a sacco e non contribuiscono all’economia della città.
Io ho sempre proposto di fare un ticket unico per cui si pagherebbe una cifra forfettaria che garantisca ai turisti di poter visitare i luoghi di interesse culturale con maggiore facilità e di poter prolungare la loro permanenza ad Agrigento.
Sarebbe bene che fosse un biglietto che comprendesse l’ingresso sia ai Beni culturali archeologici che ai Beni di proprietà della Chiesa.
Questo permetterebbe ai turisti, in sinergia con i percorsi naturalistici, di avere una visione più ampia e completa di quel che ha da offrire il nostro territorio.
Rimane inoltre il grande problema dei bagni e penso che sia necessario intervenire da questo punto di vista, perché si tratta un servizio necessario che non può ricadere sui locali commerciali adiacenti agli eventi in corso.
Io vivo bene – conclude Marcello Mira -: vado a letto felice e mi sveglio felice. Ed è quello che vorrei per i miei ospiti. È quello che cerchiamo ogni giorno di fare per loro con VisitAgrigento.
Per partecipare ai trekking organizzati da VisitAgrigento visita la pagina Facebook o la pagina Instagram dell’associazione.
Puoi contattare Marcello Mira anche per delle visite personalizzate al 3807985180.
Oppure scrivi a:
redazione@becomeagrigento.it
Consulta la pagina eventi di Become Agrigento per rimanere aggiornato sui trekking organizzati da VisitAgrigento.



One Comment
Santo Aquino
Chiarissima disamina della situazione turistica di Agrigento e provincia fatta da persona , Marcello Mira,sicuramente competente. Chi amministra dovrebbe fare tesoro di queste riflessioni.