Cibi che puoi mangiare solo ad Agrigento
La tradizione culinaria siciliana è antica e rinomata in tutto il mondo.
Il food è un settore molto importante per Agrigento e la sua provincia: esistono tantissimi piatti tipici, alcuni molto noti, altri (ancora) poco conosciuti. Tutti sono però accomunati da un’attenzione per le materie prime locali e da una tradizione culinaria legata alla tradizione dei culti religiosi.
Become Agrigento è andata alla ricerca dei piatti che puoi mangiare soltanto ad Agrigento e provincia.
Articolo in costante aggiornamento
U taganu
U taganu è un piatto della tradizione pasquale che viene cucinato soltanto ad Aragona.
Si tratta di un timballo molto ricco a base di rigatoni, che viene preparato in un apposito tegame in terracotta, da cui prende il nome.
Da qualche anno il tagano si può trovare in vendita, nel periodo pasquale, anche nei panifici e nelle rosticcerie per dare modo ai turisti di poter assaggiare questo piatto tipico.

Foto: Lidia Mirabile
U maccu
Tipico di Raffadali, il macco è un piatto di estrazione povera che ha acquisito sempre più notorietà negli ultimi anni, quando si è reso protagonista di molte rivisitazioni da parte dei migliori chef della provincia.
Il macco è una zuppa preparata a partire dalle fave essiccate, tipicamente aromatizzata con finocchietto selvatico, spesso preparata anche con l’aggiunta di verdure spontanee del territorio agrigentino.

Foto: Il cuore in pentola
Mmiscata (o mbriulata o mignulata o mpignulata)
Si tratta di un prodotto di rosticceria diffuso in tutta la provincia di Agrigento, anche se con nomi e ingredienti un po’ diversi fra loro.
Ciò che accomuna tutte le preparazioni, nelle loro varianti, è la modalità di preparazione: si farcisce una sorta di salsicciotto di pasta lievitata, che viene poi tagliato e arrotolato su se stesso.

Foto di Sapori di Girgenti
Mpanata Campobellese
Si tratta di un prodotto di rosticceria di Campobello di Licata, a cui è dedicata anche una sagra.
Si tratta di un sottile rotolo di pasta dalla forma di salame, ripieno di cavolfiori, cipolle e spinaci e cotto nel forno.

Mpurnatu di Campobello di Licata
Un altro piatto tipico di Campobello di Licata, al quale è dedicato una sagra, è il “mpurnatu” (informato).
Si tratta di un timballo di pasta condito con ragù, cavolfiori, uova e pecorino, che viene poi cotto in forno.
Si tratta di un piatto molto simile all’antico pastizio greco.

Minestra di San Giuseppe
Si tratta di un piatto “caritatevole”, originario si Favara, realizzato per i poveri con gli ingredienti racimolati da una colletta popolare e servito tradizionalmente in onore di San Giuseppe.
Si tratta di un minestrone realizzato in genere con formati di pasta diversi, verdure, e legumi, cotto in un grande pentolone e distribuito originariamente ai poveri, ma ormai diventato un mezzo di condivisione e comunità.

Foto: SiciliaOnPress
Pizzetta di Forte a Porto Empedocle
Forte è stata la prima pizzetteria di Porto Empedocle e dal 1960 porta avanti la tradizione delle sue pizzette rettangolari.
Quelle che, a prima vista sembrano delle normali pizzette, portano invece il sapore della tradizione, intatta da decenni, di una ricetta mantenuta segreta finora. Per rimanere fedeli alla ricetta tradizionale, sono solo 4 i gusti da poter scegliere: condita (pomodoro, mozzarella, e prosciutto), tradizionale (pomodoro, sarde e origano), patate e cipolla e patate, mozzarella e origano (queste ultime due solo il giovedì).

Codda chi sardi
La “Codda chi sardi” sono delle frittelle formate da una pastella nella quale vengono tuffate le sarde deliscate.
Si tratta di un piatto tipico di Realmonte, riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) siciliano dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

La fauzza (o fuazza) di Licata
La fauzza (originariamente chiamata fuazza) è una pizza tipica licatese che originariamente veniva preparata con il resto dell’impasto del pane di semola. Caratteristica di questa tipica pizza è l’utilizzo di prodotti tipici licatesi, soprattutto il pomodoro “buttiglieddu”, che viene utilizzato tagliato a metà, la sarda salata licatese, l’aglio, l’origano, i passuluna (olive nere) e il formaggio pecorino della zona.

Cuddiruni Ragunisi
Cuddiruni , una focaccia imbottita tipica di Aragona , gustosissima nella sua semplicità. Si tratta di una pizza ripiena solitamente con bietole, patate e cipolla ( tutto a crudo), qualcuno mette anche pezzettini di salsiccia. La superficie può essere bianca o con pomodoro e formaggio pecorino. Questa focaccia cotta nel forno a legna regala un’esperienza di sapori unici nella loro semplicità.
(piatto segnalato e descritto da Giancarlo Sciarratta)

U pitaggiu
U pitaggiu ( dal francese “potage” = minestra) è una sorta di stufato realizzato con gli ingredienti tipici della primavera: carciofi, fave, piselli, cipollotti e finocchietto selvatico.
Si tratta di una preparazione versatile che può essere usata per i primi piatti (con pasta o riso), come secondo (con carne o, come da foto, con le uova) oppure mangiata in purezza per un pasto vegetariano.

Cous Cous dolce di Santo Spirito
Si tratta di un tradizionale cous cous, ma preparato in un’inedita versione dolce con pistacchio.
Si tratta di una ricetta inventata e custodita dalle monache cistercensi del Monastero di Santo Spirito di Agrigento, dalle quali è possibile acquistarlo.
La ricetta settecentesca rimane tutt’ora segreta ed è la stessa che deliziava il palato di Sciascia, che andava particolarmente ghiotto per questo inusuale dolce che descrive così: “I granelli di semola sono canditi in sapiente mistura col pistacchio tritato finemente, in modo da assumere un certo colore verdigno e una certa sfumatura di sapore; e poi disposto su una guantiera, cosparso di cacao e ornato di lasagne di zucca candita e ciliegie, un dolce degno di un’agapè angelica”.

Foto di AgrigentoOggi
Ciarduni
Un altro dolce che è possibile trovare soltanto in provincia di Agrigento è U Ciarduni, un rotolo di frolla ripieno di ricotta e ricoperto da granella di mandorle o nocciole.
Viene impropriamente considerato simile al cannolo, ma l’esperienza del gusto è completamente diversa.

Paste Elena
Morbidissimo dolce inventato a Favara, in occasione della visita della regina Elena Di Savoia, consorte del re Vittorio Emanuele III, di cui porta il nome.
Si tratta di un dolce composto da due morbidissimi dischi di pan di spagna ripieni di ricotta, ricoperti da granella e da abbondante zucchero a velo. Nel corso del tempo divenne il dolce tradizionalmente offerto in onore dei banchetti di matrimonio.

Agnello Pasquale
Originario di Favara, ma ormai diffuso in tutto il territorio agrigentino, l’Agnello Pasquale è un dolce realizzato con pasta di mandorla e pistacchio, ricoperto dalla “velata” di glassa di zucchero, e presentato nella tipica forma di un agnello accosciato.

Cucchiteddi
Dolce tipico di Sciacca, quasi impossibile da trovare altrove. Si tratta di un dolce dalla tipica forma a cucchiaio (da qui il nome) realizzato con pasta di mandorla e ripieno di zuccata, la marmellata realizzata con la zucchina verde lunga, tipica della Sicilia. Esiste la versione con glassa di zucchero o senza.

Foto e ricetta di Sicilianet.net
Ova Murina
Si tratta di un altro dolce, oltre ai Cucchiteddi, che è possibile trovare soltanto a Sciacca. La ricetta è stata inventata dalle monache della Badia Grande e viene spesso definita la versione estiva dei cannoli siciliani. Si tratta di una frittatina dolce ripiena di una crema al latte, in sostituzione della ricotta che non veniva preparata durante il periodo estivo.

Miricana
Si tratta di un dolce che è possibile trovare soltanto a Porto Empedocle.
Si tratta in sostanza di una sorta di pasticciotto ripieno di ricotta e gocce di cioccolato, con una forma che ricorda vagamente un muffin (da qui molto probabilmente proviene l’origine del suo nome).
È possibile mangiarlo presso il bar Elisir di Porto Empedocle, che si trova esattamente di fronte alla Chiesa Madre della città marinara che ha dato i natali a Camilleri.

Biscotti ricci di mandorle del Gattopardo
Inventati nel 1650 dalle monache del monastero del Santissimo Rosario di Palma di Montechiaro e citati ripetutamente ne “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa.
I ricci sono dei dolci a base di farina di mandorla, con una forma caratteristica data dall’utilizzo, per la loro preparazione, di una grande siringa da pasticcere che tradizionalmente era in legno.

Cuddureddi
I cuddureddi di Palma di Montechiaro sono delle frittelle, aromatizzate con arancia e cannella, dalla forma di coroncina (da qui il nome) che vengono tradizionalmente preparate nel periodo di Carnevale.

Minni di virgini
Dolce tipico di Sambuca di Sicilia, venne inventato nel 1795 da una monaca del Monastero di Collegio di Maria. La tradizione vuole che il dolce sia stato inventato cercando di rappresentare la forma delle colline e che porti il nome della suora che le inventò: Virginia Della Menna. È innegabile però che la forma ricordi la forma di piccoli seni (“minne” in siciliano).
Si tratta di un dolce di frolla dalla forma conica, ripieno di zuccata, crema di latte, cioccolato e cannella.
Questi dolci sono stati inseriti dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

Taralli di Racalmuto
“… Ma quello che lo fece insallanire furono i biscotti del posto, semplici, leggerissimi e ricoperti di zucchero. I taralli. Sinni mangiò tanti da provare vrigogna”. Così Camilleri parla dei taralli di Racalmuto ne “Il birraio di Preston”.
Si tratta di morbidi dolci aromatizzati al limone e coperti da una sottile glassa di zucchero, la cui ricetta centenaria è ancora oggi segreta.

Questo articolo è stato scritto con la consulenza di Marcello Mira e con i suggerimenti della community di VisitAgrigento.
Se conosci qualche altro cibo che è possibile trovare soltanto ad Agrigento o provincia, scrivimelo nei commenti o manda una mail a redazione@becomeagrigento.it



6 Comments
Gisella Vizzini
Buongiorno, sono Gisella Vizzini di Palma di Montechiaro. Nell’elenco dei dolci mancano i biscotti ricci tipici del mio paese e come piatto salato tipico anche il riso al forno della vigilia di Natale che da tradizione si cuoce dentro una teglia chiamata “taganu” da non confondere con il “tagano” ricetta tipica di Aragona
Vanessa Castronovo
Ciao Gisella!
Grazie per la tua segnalazione.
Provvederemo al più presto ad aggiornare l’articolo con i piatti che ci hai suggerito!
Lorenzo Giusto
Vi scurdastivu la “FROSCIA” di Caltabellotta fatta di uova e nepitella la ricetta non la conosco ogni catavidduttisi la fa a modo so a lu posto di la nipitedda c’é cu la sostituisce con la menta…
Vanessa Castronovo
Grazie per la segnalazione, la aggiungeremo al più presto all’elenco.
Giancarlo
Desidererei segnalare il cuddriruni , una focaccia imbottita tipica di Raffadali , gustosissima nella sua semplicità. Si tratta di una pizza ripiena solitamente con bietole, patate e cipolla ( tutto a crudo), qualcuno mette anche pezzettini di salsiccia. La superficie può essere bianca o con pomodoro e formaggio pecorino. Questa focaccia cotta nel forno a legna regala un’esperienza di sapori unici nella loro semplicità.
Vanessa Castronovo
Giancarlo grazie per la segnalazione, stiamo provvedendo ad inserirla nell’elenco.
Se ha pure delle foto per favore le mandi alla nostra mail redazione@becomeagrigento.it