Salvo Barresi: l’amore per Agrigento è fatto di Microstorie
La storia passata è sempre storia contemporanea.
George Mosse
Raccontare il passato può sembrare un’attività anacronistica, soprattutto in un contesto in cui la storia di una città è totalizzante per la sua identità presente.
Agrigento si deve confrontare ogni giorno con un passato grandioso, testimoniato dalla superba presenza della Valle dei Templi che da sola catalizza ancora oggi l’intera percezione della moderna città.
Agrigento è ancora costretta a vivere l’impietoso paragone con “la più bella città dei mortali” descritta da Pindaro, che ha contribuito per secoli a formare un’aspettativa irrealistica nella mente di chi si approccia ad una città che come ogni altra, è fatta da luci e ombre.
Ma la storia di Agrigento non è immobile e soprattutto non è cristallizzata all’età dei Greci, che pure ci hanno permesso di vivere di rendita fino ai giorni nostri.
Conoscere la storia di Agrigento significa scoprirne l’evoluzione, significa conoscerne l’anima, dovrebbe aiutarci ad evitare derive che ci mortificano e che non ci rendono giustizia.
Agrigento è sempre stata una città ricca di storia e di storici, ma non è di certo una città arretrata.
L’avvento delle nuove tecnologie, con internet e i social, ha permesso di eliminare le distanze che hanno sempre condannato Agrigento ad essere percepita come periferia.
Microstorie di Girgenti
In questo contesto si inserisce la pagina Facebook “Microstorie di Girgenti”, fondata da Salvo Barresi nel dicembre del 2020, che al momento raccoglie decine di centinaia di follower attivi da tutto il mondo, che ogni giorno si raccontano e condividono le storie di Akragas, Girgenti e Agrigento.

Become Agrigento si è fatta raccontare da Salvo Barresi di come è nato questo progetto e come si è evoluto nel tempo.
Ci ha raccontato un percorso fatto di passione e di sacrifici, ma anche di soddisfazioni e sostegno da parte di un pubblico affezionato.
“La pagina Facebook ‘Microstorie di Girgenti’ è un luogo dove il tempo si sospende – racconta Salvo Barresi – e Agrigento, con il suo fascino millenario, torna a vivere attraverso frammenti di ricordi, testimonianze e storie dimenticate.
Curarla è per me una missione: dare voce a un passato che rischia di perdersi, restituendo a questa terra e ai suoi abitanti il ruolo di protagonisti.
Io sono un appassionato di cultura – spiega Barresi -, ma non mi definisco un vero e proprio operatore culturale. Per far quello dovrei riuscire a fare un lavoro di ricerca e pubblicazione molto più costante .
Sono però molto appassionato della storia di Agrigento, la mia città, e nel tempo libero mi diletto a fare lavoro di ricerca.
La mia ricerca storica comprende gli Archivi, i contenuti dei Musei nazionali ed internazionali, effettuo ricerche anche nelle Fondazioni e online sui siti specializzati. La ricerca mi prende relativamente molto tempo, mi ci dedico principalmente la sera dopo il lavoro.
Ho trovato molto materiale – dice Barresi – ed anche il pubblico di ‘Microstorie di Girgenti’ ha contribuito ad aprire i suoi archivi e mandarmi documenti e foto spesso inediti. Ovviamente con maggiori fondi economici potrei essere in grado di accedere agli archivi e ai siti a pagamento e approfondire ancora di più il mio lavoro di ricerca storica”.

Ciò che differenzia il lavoro di Salvo Barresi è sicuramente il rapporto che ha saputo creare con il suo pubblico, che collabora spesso attivamente e che si dimostra essere attento e appassionato alla storia di Agrigento.
Un rapporto che si è cementato grazie alla comunicazione empatica che caratterizza i post della pagina, ma anche grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie su tutte l’AI (Intelligenza Artificiale) che Salvo Barresi usa per rendere i suoi contenuti più immersivi e coinvolgenti per il pubblico, attraverso foto animate o ricostruzioni dell’antica Akragas.
Il pubblico di ‘Microstorie di Girgenti’ insomma non è solo numeri e grafici di follower, ma parte viva e e interattiva di una community online che si riunisce attorno ai ricordi.
“Grazie a questa pagina ho avuto l’opportunità di conoscere persone straordinarie – ci dice a proposito Salvo Barresi -. Persone come Mario Portulano, pronipote di Calogero, suocero di Luigi Pirandello.

Con lui ho scoperto una lontana parentela che ci lega, così come ho dimostrato, attraverso un albero genealogico meticolosamente costruito, la mia discendenza (cugino di decimo grado) con il grande Luigi Pirandello.
Qualcuno dice che siamo tutti cugini, ma io rivendico con orgoglio un sogno che nasce dalla certezza di questi legami: un ponte invisibile tra il mio amore per le storie e l’immortalità della parola scritta.
Il libro “Girgenti Incantata – Testimonianze di viaggiatori nel tempo”
In questo contesto nasce il mio libro: “Girgenti Incantata – Testimonianze di viaggiatori nel tempo”.
Si tratta di una raccolta di racconti di viaggio di trenta dei più celebri scrittori e viaggiatori di tutti i tempi, un libro che permette di osservare Agrigento attraverso gli occhi di chi, nei secoli, l’ha vissuta e amata.
Quest’opera mi ha regalato immense soddisfazioni, come il premio ricevuto a Bisacquino e i riconoscimenti da parte delle ambasciate tedesca e inglese.
Il libro è disponibile in vendita solo su Amazon [sia in formato cartaceo che in versione ebook N.d.R.] e anche per questo mi stupisce che abbia registrato il record di vendite riguardo alla nicchia editoriale di cui mi occupo.
Il libro è stato per settimane in cima alle classifiche di vendita di Amazon nelle categorie “i libri più interessanti”, “libri più regalati” ed è stato anche bestseller nella categoria “storia moderna e contemporanea”.
Scrivere di questa terra è stato per me un atto d’amore, un modo per restituire a Girgenti la sua magia e farla conoscere al mondo, anche nell’ambito di Agrigento Capitale della Cultura 2025.
Parallelamente – aggiunge Salvo Barresi -, ho realizzato una ricerca storica su Sant’Angelo Muxaro,un borgo affascinante che ho riscoperto attraverso antichi articoli e testimonianze, raccogliendo frammenti di un passato che merita di essere raccontato”.
Lo straordinario lavoro con “Microstorie di Girgenti” e la scrittura di “Girgenti Incantata – Testimonianze di viaggiatori nel tempo” è però solo una parte dell’attività editoriale e di divulgazione che Salvo Barresi ha svolto ad Agrigento.
L’amore per l’Akragas
“Un altro capitolo importante del mio percorso – mi racconta – è legato ai video emozionali, attraverso i quali ho dato forma alle storie che porto nel cuore.
Durante il difficile periodo del Covid, ho realizzato un video per raccontare Agrigento in quel momento buio, cercando di trasmettere speranza e resilienza, ricordando la bellezza della nostra terra anche quando tutto sembrava sospeso.
Mi sono dedicato anche a raccontare la storia dell’Akragas [la squadra di calcio di Agrigento N.d.R.] con immagini e parole, realizzando due documentari: il primo ripercorre i successi della squadra nei campionati vinti dall’Eccellenza alla Serie D, mentre il secondo racconta i primi due anni in Serie C, celebrando le emozioni e i sacrifici di quei momenti.
Più recentemente, grazie all’Intelligenza Artificiale, ho esplorato nuovi orizzonti, creando ricostruzioni visive dell’antica Akragas. Con queste immagini ho cercato di riportare alla luce la gloria di una città che, nei secoli, è stata il cuore pulsante della Magna Grecia, facendo rivivere un passato che sembrava ormai perduto.
La mia passione per la comunicazione – continua a raccontare Salvo Barresi – mi ha portato a essere editore di diversi progetti come “L’Altra Agrigento”, una rivista cartacea poi evoluta in formato online, e del giornale pubblicitario “Sicilia Best Shop”, distribuito in 20.000 copie porta a porta.
Ogni iniziativa è stata un tentativo di raccontare la mia terra con autenticità, nonostante le difficoltà.
Ma è nel mondo dello sport che ho trovato la mia vera voce – confessa -. “A tutto campo”, trasmissione televisiva su Tele Video Agrigento, è stata un’esperienza indimenticabile, ma il progetto che porto nel cuore è “Solo Akragas”, ideato con Enzo Nocera e mio fratello Giuseppe.

Nel 2013, abbiamo precorso i tempi utilizzando Skype per collegamenti in diretta, quando era ancora un’idea pionieristica. Abbiamo ospitato personalità di rilievo, come l’attuale presidente della FIGC Gabriele Gravina, il suo predecessore Carlo Tavecchio, Bruno Pizzul, l’attore Fabrizio Bracconeri e persino Germán Pezzella, campione del mondo con l’Argentina.
La trasmissione diventò presto un punto di riferimento, tanto che molti tifosi e dirigenti facevano di tutto per parteciparvi.
Ancora prima, nel 2011/2012 e nella stagione 2012/2013 il progetto itinerante “L’Akragas in diretta” mi ha permesso di raccontare un calcio che oggi definirei romantico, fatto di sacrifici e passione.
Seguivamo l’Akragas ovunque, in casa e in trasferta, con mezzi di fortuna e una determinazione incrollabile.
Tra le pagine di Microstorie di Girgenti, i libri che ho scritto, i video emozionali e i progetti che ho realizzato, il filo conduttore è sempre stato uno: raccontare con passione.
Ogni storia è un ponte tra passato e presente, un legame che unisce le persone e le fa sentire parte di qualcosa di più grande.
Se oggi continuo a raccontare di Agrigento, anche di Akragas, è grazie a mio padre che ha sempre amato la città ed è stato un grandissimo tifoso della squadra.
La sua sciarpa biancoazzurra è per me simbolo di un amore che mi accompagna sempre, in ogni passo di questo straordinario viaggio che è la vita”.
Salvo Barresi è una persona eclettica, propositiva, rappresentante di un’operosità agrigentina che si muove all’ombra e in mezzo a tante difficoltà e critiche e che ha saputo conquistare la stima e il supporto della sua community online.
Il futuro secondo Salvo Barresi
Become Agrigento però, lo sapete, ha lo sguardo rivolto al futuro, e ci siamo fatti raccontare cosa prevedono i progetti di Salvo Barresi per l’avvenire.
“Per il futuro vedo un’evoluzione naturale per Microstorie di Girgenti – prevede Salvo – con la creazione di un sito web che permetta di offrire un’esperienza più completa, più approfondita. In questo modo sarà più facile archiviare e organizzare meglio il materiale storico e culturale, rendendolo più accessibile a un pubblico ancora più ampio.
Parallelamente vorrei potenziare anche la presenza su Instagram, poiché rappresenta un canale ideale per un target di giovani followers.
Ma i miei progetti sono tanti.
Sto lavorando alla stesura di un secondo libro, un viaggio che prosegue nel solco della storia e delle tradizioni.
Sto anche lavorando per cercare di organizzare una mostra fotografica dedicata agli scatti dei primi del Novecento, un progetto affascinante che potrà prendere vita solo grazie al supporto di Agrigento Capitale della Cultura 2025. È un sogno che custodisco con cura e che presenterò con entusiasmo, sperando che possa trovare il giusto sostegno per diventare realtà.
Insieme a mio fratello Giuseppe, inoltre, condivido anche un altro sogno che è stato a lungo rinchiuso in un cassetto: realizzare un cortometraggio.
Un altro sogno che purtroppo non si è riuscito a concretizzare l’ho ideato nel 2010 e si tratta di un progetto musicale legato al mondo del cinema. Ma chissà, magari un giorno anche questo, un giorno, potrà vedere la luce.
Ma non smetto di pensare alla mia bellissima città – aggiunge Salvo Barresi -. Per il futuro di Agrigento urgerebbe un cambiamento culturale, un risveglio nel senso di appartenenza, che dovrebbe cominciare fin da piccoli.
Io ho sempre pensato ad un esperimento – stuzzica Barresi-: prendiamo 40 mila svedesi e spostiamoli ad Agrigento per 10 anni, poi prendiamo 40 mila agrigentini e spostiamoli a Stoccolma.
Dopo 10 anni secondo te avremo una Stoccolma migliore, un’Agrigento peggiore o viceversa?
Ovviamente è una domanda provocatoria, ma credo possa far riflettere chi legge su quanto il contesto e l’atteggiamento delle persone possano influire profondamente sul destino di questa nostra bella e maledetta città.
Ma la buona notizia è che tutti possiamo fare la nostra parte”


