Marco Savatteri: “Rimanere è una promessa”
Marco Savatteri nella mia memoria è circondato da un alone arancione: quello delle luci del palco, quello delle luci di via Atenea.
La sua figura si erge in mezzo agli artisti che lo circondano, svettante, come un dio dei boschi fra ninfe e folletti.

Marco Savatteri ha la capacità di portarti in altri mondi: mitologici, fantastici, lontani. Il tono pacato della sua voce sembra raccogliere le parole per accogliere immagini.
Musica e parole del resto fanno parte della sua vita fin dalla giovane età, da quando a soli 15 anni dirige una sua versione del musical “Evita”: il libretto in italiano da lui scritto verrà approvato e autorizzato dagli autori di Evita, A. L. Webber e Tim Rice.
Evita è per Marco una folgorazione, un’epifania, che vuole portare sul palco dirigendo i suoi compagni di studi classici.
I passi sul palco, la musica in platea, tutto risuonava anche sotto il sostegno di Pippo Flora, che gli aprì casa sua per provare e il Teatro Pirandello per la prima rappresentazione nel 2001.
A soli 18 anni Marco viene rapito da Cleopatra, protagonista della sua prima opera musicale.
Un’opera che, come racconta nel podcast “Storie di una capitale” di Marco Gallo, sarà il suo laboratorio di sperimentazione, il momento in cui ha imparato a mettere parole e musica a disposizione della tecnica teatrale.
Marco Savatteri cresce in una Agrigento che non ha molto da offrirgli: pochi ( …ma buoni) fanno Teatro, nessuno fa musical, nessuno lo insegna, tutto quello che impara è frutto dello studio da autodidatta, anche grazie a numerosi viaggi all’estero, dal West End a Broadway, dove Marco impara vedendo centinaia di spettacoli e incontrando le maestranze e gli artisti di un mondo che concepisce l’Arte come un mestiere, una professione.
Tornando in Italia, Marco riesce a creare un mondo che comincia ad esistere con lui. Un mondo che molti anni dopo, ormai adulto, diventerà la Casa del Musical.
Un progetto nato per dare ai ragazzi quello che lui non ha mai avuto: una Casa per formarsi nelle Arti performatiche.
Un giorno vola a Roma, per crescere e scrivere, realizzando spettacoli in diversi teatri tra cui il Sistina.
Un giorno decide di tornare ad Agrigento, insieme alla sua laurea, e di non andarsene più.
Torna con la testa piena di progetti ambiziosi e le tasche piene di opere. Dalla sua penna e dai tasti del suo pianoforte cominciano a fuoriuscire esseri mitologici che invadono Agrigento e i suoi templi.
Sono “sue” le divinità che animano l’alba del “Risveglio degli dei”: statuarie apparizioni, bianche come la carta che le ha create.

Attori, regine, dèi, picciotti, emigrati, sono tutti personaggi che vivono grazie alla sua Savatteri Produzioni la società di produzione che racconta il Patrimonio Culturale siciliano e mediterraneo attraverso Opere teatrali e musicali originali, immersive, esperienziali, raccogliendo Artisti da ogni parte di Italia che scelgono Agrigento per un progetto di residenza e resilienza.
Sono visioni che sognano, che litigano, che ridono, piangono e si impossessano dei luoghi della cultura e della storia.
Agrigento allora diventa il centro dal quale la cultura si irradia al resto della Sicilia: da Palermo a Siracusa, passando per Catania e attraverso tutte le altre realtà vive e dinamiche di una Terra innamorata del Teatro.
Una conquista culturale inarrestabile che arriva fino a New York in cui è prevista la messa in scena di “Camicette bianche”.

Quando ho incontrato Marco Savatteri gli ho posto un’unica, non facile domanda: come sogni il futuro di Agrigento?
Ecco quello che ha risposto.
“Più che un sogno sarà un progetto – dice Marco senza esitazione -. Tra vent’anni Agrigento sarà sicuramente una città migliore, sarà una città in cui si potrà pensare di esprimersi senza dover migrare.
Se noi di Savatteri Produzioni abbiamo scelto di stare ad Agrigento è proprio perchè crediamo che la città voglia resistere, voglia ricostruirsi, voglia “ripararsi”.
E questo malgrado si tratti di una città che vive tante difficoltà: scoraggiata dal sistema economico, dalla crisi, dall’essere una tipica città del Sud.
Il mio obiettivo è quello di permettere a tutti gli agrigentini che vogliano contribuire allo sviluppo di questa città, di avere la possibilità di studiare e di lavorare in questa terra, anche e soprattutto nel settore dell’Arte.
Prometto di impegnarmi ogni giorno della mia vita per far sì che questo accada.
Ho iniziato il mio impegno dieci anni fa, ritornando da Roma ad Agrigento e continuo ogni giorno la mia battaglia attraverso la formazione, con La Casa del Musical, e attraverso Savatteri Produzioni, insieme al mio poliedrico fratello Fausto e a tante coraggiose Eccellenze della nostra terra.
Io non vedo l’ora di esserci, fra vent’anni, di potere raccogliere i frutti di questo lavoro e vedere tanti giovani che potranno finalmente dire “Io resto ad Agrigento”.


